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  <title>I libri di Jo</title>
  <subtitle>I libri di Jo</subtitle>
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    <title>"L'elenco telefonico di Atlantide" - Tullio Avoledo</title>
    <published>2005-08-10T09:37:33Z</published>
    <updated>2005-08-10T09:37:33Z</updated>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un noir atipico.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Scena muta all'esame di geometria.&lt;br&gt;I solidi ignoti&lt;/em&gt;"&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa e' una delle battute che il protagonista del romanzo, Giulio Rovedo, spara fuori mentre gioca al "Bartezzaghi" insieme ai suoi amici, e battute di questo genere, a mo' di epigrammi, introducono i primi capitoli di questo strano ma divertente libro. &lt;br&gt;Giulio lavora nell'ufficio legale di una piccola banca di provincia dal nome cosi' lungo che viene sbagliato da chiunque lo citi, banca che viene inglobata da un ben piu' grande e potente gruppo bancario internazionale. Per via di questa fusione Giulio si trova a dover scegliere fra il perdere totalmente il suo lavoro o accettare il trasferimento a Milano. Ma mentre si dibatte in questa decisione, avvertendo gia' i primi segni di impazienza aziendale nei suoi confronti, il protagonista si trova a dover fronteggiare vicende personali e la crescente consapevolezza che le mire espansionistiche del gruppo per cui lavora, vanno ben oltre cio' che normalmente ci si puo' aspettare da una banca. In questo intrecciarsi di vicende pubbliche e private assistiamo alla trasformazione di Giulio da (apparentemente) tranquillo &lt;em&gt;travet&lt;/em&gt; a investigatore, perfetto equilibrio tra un Philip Marlowe friuliano e Indiana Jones.&lt;br&gt;I primi capitoli sono una perfetta descrizione di vita bancaria, ma anche chi lavora in realta' aziendali di tipo diverso puo' riconoscere le richieste assurde dagli altri settori, le congiure di palazzo, i trasferimenti coatti e cosi' via mobbizzando. &lt;br&gt;Ma mano mano che la vicenda si snoda, il racconto prende una piega diversa, perche' vi si inseriscono elementi di tutt'altro genere: sovrannaturali, cabalistici, esoterici e chi piu' ne ha piu' ne metta, ma non voglio dire piu' di tanto per non rovinare la sorpresa a chi volesse leggere questo curioso romanzo.&lt;br&gt;E' degno di nota che l'autore, pur essendo uno scrittore esordiente (e' un bancario come il suo protagonista), riesce a tenere complessivamente bene le fila di questo lungo romanzo nel quale si intrecciano queste parti cosi' diverse, e allo stesso tempo a rendere la vicenda verosimile e avvincente, perché un dato di fatto e' che non ci si riesce a staccare dal libro, dove ogni pagina porta un colpo di scena o un capovolgimento di fronte.&lt;br&gt;I dialoghi sono molto efficaci, spesso molto divertenti, e improntati ad uno stile decisamente chandleriano, forse a volte con un qualche scivolamento macchiettistico.&lt;br&gt;I personaggi sono molto ben delineati, soprattutto il protagonista del quale si vanno scoprendo via via anche alcuni lati oscuri che contribuiscono a disegnarne una figura a tutto tondo.&lt;br&gt;Anche l'epilogo della vicenda e' singolare e rimanda ad atmosfere&amp;nbsp;alla Philip K. Dick.&lt;br&gt;Insomma, un libro particolare, piacevole e ben scritto, originale scoperta nel panorama editoriale italiano odierno. (Superfluo dirvi che a suo tempo era stato segnalato da Dispenser.)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Febbraio 2004)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;Tullio Avoledo&lt;br&gt;L'elenco telefonico di Atlantide&lt;br&gt;ed. Einaudi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>"Middlesex" - Jeffrey Eugenides</title>
    <published>2005-08-10T09:26:48Z</published>
    <updated>2005-08-10T09:27:41Z</updated>
    <content type="html">&lt;p&gt;"&lt;em&gt;Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960, in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell'agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan&lt;/em&gt;."&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' l'incipit fulminante del secondo romanzo di Jeffrey Eugenides, a dieci anni dal libro "Le vergini suicide" dal quale era stato tratto un film apprezzato da pubblico e critica.&lt;br&gt;L'argomento e' complesso e scabroso e si prestava ad essere raccontato in maniera pruriginosa e &lt;em&gt;voyeuristica&lt;/em&gt;: è la storia di Calliope Stephanides, una ragazzina del Midwest americano, terra concreta di gente che lavora e che si è fatta da sé. Calliope è un ermafrodito maschio nato con i genitali non completamente sviluppati per la carenza di un enzima (5-alfa-reduttasi). Per questo motivo&amp;nbsp;è creduto&amp;nbsp;femmina e cresciuto come tale, fino a quando per un banale incidente, la ragazzina&amp;nbsp;è ricoverata &amp;nbsp;in un pronto soccorso dove viene scoperto il suo segreto.&lt;br&gt;Questa la trama in soldoni. Ma ovviamente c'è di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per spiegare le ragioni della malattia della ragazza, di evidente origine greca come si capisce dal nome (e anche l'autore lo è, come si altrettanto capisce dal nome...), l'autore torna indietro nel tempo a raccontare di quando i nonni vivevano ancora in Europa, di come fossero dovuti scappare durante la guerra fra Grecia e Turchia, e di come i suoi nonni fossero in realta' fratello e sorella, presi da una malìa d'amore l'uno per l'altra, alla quale hanno cercato di opporsi con la ragione, ma alla quale hanno ceduto durante il viaggio verso le Americhe, quando il sogno dell'inizio di una nuova vita in un nuovo mondo sembra cancellare anche il ricordo della loro consanguineità.&lt;br&gt;E così vivranno, Desdemona e Eleutherios, come marito e moglie agli occhi di tutti, ma non per le proteine e gli amminoacidi che formano il loro DNA e quando il loro figlio Miltiades si innamorerà della sua cugina prima Theodora, nessuno potrà immaginare quale scherzo il destino, o più semplicemente la teoria mendeliana dei geni dominanti e di quelli recessivi, stia architettando nei loro confronti.&lt;br&gt;Questa inesorabilità dell'amore, forza tragica alla quale nessuno può sottrarsi, e alla quale devono soggiacere anche le ragioni del sangue, oltre che trovare una sua spiegazione nella "grecità" dei protagonisti, mi spinge ad un parallelo con un altro libro "Il dio delle piccole cose", della scrittrice indiana Arundhati Roy, dove l'amore, forza distruttiva come il dio Shiva, sconvolge le rigide divisioni sociali dell'India "bene"&lt;br&gt;degli anni '50 e '60 e porta in seguito anche in questo libro ad un incesto fra due fratelli gemelli, maschio e femmina, che, cresciuti lontani, scoprono di amarsi nonostante siano fratello e sorella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma nel libro di Eugenides c'è anche un altro aspetto interessante, ovvero la descrizione della progressiva americanizzazione della famiglia Stephanides. I nomi diventano americani: Miltiades diventa Milton, in onore anche al grande poeta cantore del paradiso perduto (non a caso), Theodora diventa Tessie e anche Calliope quando diventa maschio diventa Cal. La contrapposizione fra le generazioni, nella famiglia Stephanides, come nella maggior parte delle famiglie di immigrati, diventa contrapposizione fra mondi, epoche, lingue, culture. La cultura millenaria della Grecia, che ha inventato il mito dell'ermafrodito (figlio di Ermes e Afrodite), contro la cultura pragmatica del Midwest, di Detroit, dell'industria dell'auto, della terra delle opportunità dove chi lavora duramente può costruire la propria fortuna. Fino all'arrivo della Nemesi che presenta il conto.&lt;br&gt;E Cal/Calliope, creatura doppia, è un po' la rappresentazione di questa dualità, di questa doppia natura, vuole forse farci capire che a volte due situazioni apparentemente mutualmente esclusive possono convivere, coesistere, nonostante questa coesistenza possa essere portatrice di tormenti, ma anche di armonia, alla fine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il finale del libro è molto bello, ha un tono più intimista rispetto all'inizio. &lt;br&gt;&lt;em&gt;"(...) I salici erano spogli. Il vento soffiava la neve dura sulla mia faccia bizantina che era quella di mio nonno e della ragazza americana che ero stata. Rimasi sulla porta per un'ora,&amp;nbsp; forse due. Dopo un po' persi la nozione del tempo, felice di essere a casa a piangere per mio padre e a pensare al futuro&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le parole che ho riportato all'inizio e queste, c'è quindi tutta la storia di Calliope, raccontata in 606 pagine a tratti probabilmente un po' pesanti da leggere, per via di una serie di salti temporali e di cambi di io narrante forse non troppo felici, e forse per una traduzione non&amp;nbsp;sempre all'altezza, ma "Middlesex" è comunque un libro intelligente e, per citare Matteo Bordone di &lt;a href="http://www.dispenseronline.it/"&gt;Dispenser&lt;/a&gt;, 606 pagine a 19 € fanno 29 centesimi a pagina, e.. ok, io dico che si possono spendere per qualcosa che ci aiuti a riflettere un po' sull'infinita bizzarria del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;i&gt;(Marzo 2004)&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Middlesex &lt;br&gt;Jeffrey Eugenides &lt;br&gt;€ 19,00 &lt;br&gt;606 pagg.&lt;br&gt;Mondadori &lt;br&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>"Favole al telefono" di Gianni Rodari</title>
    <published>2005-08-10T09:15:35Z</published>
    <updated>2005-08-10T09:15:35Z</updated>
    <content type="html">&lt;p&gt;Su questo libro ho imparato a leggere.&lt;br&gt;Con questo libro ho capito che amavo leggere e inconsciamente, forse, ho capito che mi piaceva anche scrivere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' difficile per me scegliere un racconto di questa raccolta perche' li amo tutti. Colgo questo, per il suo sublime non-sense.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;A inventare i numeri.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;- Inventiamo dei numeri?&lt;br&gt;- Inventiamoli, comincio io. Quasi uno, quasi due, quasi tre, quasi quattro, quasi cinque, quasi sei.&lt;br&gt;- E' troppo poco. Senti questi: uno stramilione di biliardoni, un ottone di millantoni, un meravigliardo e un meraviglione.&lt;br&gt;- Io allora inventero' una tabellina:&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;tre per uno Trento e Belluno&lt;br&gt;tre per due bistecca di bue&lt;br&gt;tre per tre latte e caffe'&lt;br&gt;tre per quattro cioccolato&lt;br&gt;tre per cinque malelingue&lt;br&gt;tre per sei patrizi e plebei&lt;br&gt;tre per sette torta a fette&lt;br&gt;tre per otto piselli e risotto&lt;br&gt;tre per nove scarpe nuove&lt;br&gt;tre per dieci pasta e ceci&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;- Quanto costa questa pasta?&lt;br&gt;- Due tirate d'orecchi.&lt;br&gt;- Quanto c'e' da qui a Milano ?&lt;br&gt;- Mille chilometri nuovi, un chilometro usato e sette cioccolatini.&lt;br&gt;- Quanto pesa una lacrima?&lt;br&gt;- Secondo: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa piu' di tutta la terra.&lt;br&gt;- Quanto e' lunga questa favola?&lt;br&gt;- Troppo.&lt;br&gt;- Allora inventiamo in fretta altri numeri per finire. Li dico io alla maniera di Modena: unci dunci trinci, quara quarinci, miri miminci, un fan dès.&lt;br&gt;- E io li dico alla maniera di Roma: unzi donzi trenzi, quale qualinzi, mele melinzi, riffe raffe e dieci.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</content>
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